Un pomeriggio per gli altri: un sabato di solidarietà

Nel mese di marzo è arrivata una proposta speciale: partecipare come volontarie al banco alimentare organizzato dalla Caritas in un supermercato di Trieste. L’invito è arrivato da una mamma molto attiva nel volontariato, che ha chiesto se alcune ragazze del club, fossero interessate a dare una mano. L’occasione era per sabato 24 maggio.

La risposta è stata subito positiva. Coincideva con un’attività già prevista per il club e si è deciso di cogliere l’opportunità e trasformarla in un’esperienza di servizio concreta. Dopo aver raccolto la disponibilità delle ragazze, è stato organizzato un pomeriggio a turni, coinvolgendo anche le più giovani.

Una volta arrivate al punto di raccolta, hanno preso il posto dei volontari del mattino, che hanno spiegato in modo semplice come funzionava: raccogliere i prodotti donati, suddividerli per categoria, pesarli e prepararli per il ritiro. Ognuna ha trovato il proprio ruolo e ha lavorato con entusiasmo, dividendosi i compiti con spirito di squadra.

Le ragazze si sono immerse con energia. È stato sorprendente, e per molte anche toccante, vedere la generosità di chi faceva la spesa: chi lasciava qualche pacco di pasta, chi riempiva interi carrelli. Le volontarie si sono sentite davvero parte di qualcosa di grande. Una di loro ha raccontato: «Mi è piaciuto aiutare i bisognosi, stare con le mie amiche e vedere tante persone condividere la loro spesa per la Caritas. Un ricordo che porto è il signore che per scusarsi ci ha regalato i cioccolatini».

In effetti, piccoli gesti hanno lasciato un segno profondo. Come quell’uomo che, distratto dalle cuffie e dal casco, non aveva capito inizialmente di cosa si trattasse. Quando è uscito, si è fermato, ha chiesto scusa e ha lasciato una donazione con una confezione di cioccolatini dedicata proprio alle ragazze. O la signora che ha consegnato ben due carrelli pieni, senza dire una parola ma con un sorriso che parlava da sé.

Al termine della giornata, l’atmosfera era di gioia e soddisfazione. Alcune delle ragazze hanno persino deciso di contribuire con i pochi euro che avevano in tasca, acquistando qualcosa da donare.

Le parole che hanno usato per descrivere l’esperienza raccontano tutto:
«Un’esperienza bellissima… di sicuro mi ricorderò della signora con i due carrelli pieni»,
«La rifarei sicuramente, è stata molto divertente»,
«In una parola? Unica».

Il desiderio comune? Tornare presto a dare una mano, perché la solidarietà, vissuta insieme, lascia il segno.

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